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Irangate
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mwcwmwdaIrangatecite-ref-1[1] (in mweqlingua inglese mwegmwewIran-Contra affair) fu uno mwfascandalo politico che nel biennio mwfq1985-mwfg1986 coinvolse vari alti funzionari e militari dell'amministrazione del mwfwpresidente degli Stati Uniti mwgaRonald Reagan, accusati dell'organizzazione di un mwgqtraffico illegale di armi con l'mwggIran, su cui vigeva l'mwgwembargo.

L'attività aveva lo scopo di facilitare il rilascio di sette ostaggi statunitensi in quel momento nelle mani di mwhqHezbollah (storicamente legato all'Iran) in mwhgLibano, e di servirsi del ricavato del traffico di armi per finanziare in modo occulto l'opposizione violenta dei mwhwContras durante la mwiaguerra civile in Nicaragua, in funzione anti-mwiqsandinista. Lo scandalo minò duramente la credibilità di Reagancite-ref-2[2], che la recuperò poi con la sottoscrizione dell'mwjgaccordo INF con mwjwMichail Gorbačëv, riuscendo così a concludere il secondo mandato. Per l'appoggio ai Contras, oltre che per altre attività illegali svolte contro il mwkaNicaragua, gli mwkqStati Uniti d'America sono stati condannati nel mwkg1986 dalla mwkwCorte internazionale di giustizia per "uso illegale della forza".

Contents

Note

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La guerra tra Iran e Iraq

L'Iran, all'epoca impegnato nella mwmqguerra contro l'Iraq di mwmgSaddam Hussein, pur violentemente mwmwantistatunitense, era molto sensibile alle offerte di materiale statunitense, visto che la maggior parte delle sue forze armate erano equipaggiate proprio con veicoli e armi fabbricate negli Stati Uniti, acquistate dallo mwnashah mwnqMohammad Reza Pahlavi prima della sua cacciata. L'Iran aveva cercato di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento, rivolgendosi alla mwngSiria (nemica dell'Iraq per la forte rivalità fra mwnwAssad e mwoaHussein), la mwoqLibia di mwogGheddafi e la mwowCina, ma ciononostante i mwpamissili anticarro mwpqTOW ed i pezzi di ricambio per le mwpgbatterie antiaeree HAWK erano assolutamente necessari allo sforzo bellico.

Il traffico di armi

In un primo momento gli mwqqUSA non trasferirono direttamente materiale, ma si limitarono a rivelare al governo di mwqgTeheran la localizzazione di magazzini segreti di pezzi di ricambio e munizioni che lo mwqwshah aveva fatto installare in sperdute località iraniane, curando che solo alcuni fedelissimi ufficiali (tutti fuggiti durante la mwrarivoluzione) ne conoscessero l'ubicazione. In seguito, esauriti i "depositi segreti", gli USA si dimostrarono disposti a fornire armi e munizioni mwrqex novo, ma decisero di farlo in maniera segreta e al di fuori del controllo del mwrgCongresso statunitense (che secondo le leggi deve approvare ogni aiuto militare a potenze estere) in modo da destinare i proventi di tale traffico al sostegno delle operazioni di mwrwguerriglia in mwsaAmerica centrale, in particolare ai mwsqContras del mwsgNicaragua. Regista dell'operazione fu il tenente colonnello mwswOliver North, con l'approvazione del viceammiraglio John Poindexter, mwtaconsigliere per la sicurezza nazionale, poi condannato a sei mesi di reclusione.

Il ruolo di Rafsanjani

Il consigliere per la sicurezza nazionale Robert McFarlane si era dimesso il 4 dicembre 1985cite-ref-3[3]cite-ref-gso2-4-0[4], adducendo come motivo che voleva passare più tempo con la sua famigliacite-ref-5[5], ed era stato sostituito dall'ammiraglio John Poindextercite-ref-jp-6-0[6]. Già il giorno delle dimissioni di McFarlane, mwyqOliver North, un aiutante militare in forza al mwygConsiglio per la sicurezza nazionale (NSC), propose un nuovo piano per la vendita di armi all'Iran, che comprendeva due modifiche importanti: invece di vendere armi attraverso mwywIsraele, la vendita doveva essere diretta, e una parte del ricavato sarebbe andato ai mwzaContras, combattenti del Nicaragua che ingaggiavano da tempo una guerriglia contro il governo legittimo di mwzqManagua.

Due giorni dopo Reagan si incontrò con i suoi consiglieri alla mwzwCasa Bianca, dove fu discussa una variante al piano originario, sulle transazioni belliche a favore di capi "moderati" dell'mwaaesercito iranianocite-ref-rr-510-7-0[7]: appena le armi fossero state consegnate da Israele per via aerea, gli ostaggi detenuti da Hezbollah in Libano avrebbero dovuto essere rilasciati. Sebbene fermamente contrastato dal segretario di Stato mwbqGeorge Shultz e dal segretario alla difesa mwbgCaspar Weinberger, il piano fu autorizzato da Reagancite-ref-8[8] il 7 dicembre 1985 e McFarlane, sia pure ormai a riposo, volò a mwcwLondra per incontrare gli israeliani e l'iraniano Ghorbanifar. Quest'ultimo respinse però la richiesta di usare la sua influenza per anticipare il rilascio degli ostaggi libanesi prima che avesse luogo la consegna delle armicite-ref-9[9]. Alla fine North propose un accordo per 15 milioni di dollari, nel quale l'intermediario Ghorbanifar pretese una percentuale del 41%: Poindexter, sentito solo il suo staff nel NSC e valendosi dell'ampia autorizzazione preventiva di Reagan, autorizzò lo scambiocite-ref-avery-10-0[10] e, nel febbraio 1986, mille missili TOW furono imbarcati per l'Irancite-ref-avery-10-1[10].

Poiché nessuno degli ostaggi libanesi veniva rilasciato, McFarlane intraprese un altro viaggio all'estero, questa volta a mwgqTeheran, portando in dono una torta a forma di chiave, a simboleggiare una "apertura" nei confronti dell'Iran, e una bibbia con dedica autografa di Reagancite-ref-gwertzman-11-0[11]. Egli s'incontrò direttamente con ufficiali iraniani al servizio del presidente del mwhgParlamento iraniano mwhwRafsanjani nel tentativo di stabilire una relazione USA/Iran atta alla liberazione degli ostaggi.cite-ref-rr-520-21-12-0[12] La delegazione statunitense comprendeva McFarlane, North, l'agente Cave, il diplomatico a riposo Teicher, l'israeliano Amiram Nir ed un interprete, tutti con passaporti irlandesi falsi e su di un aereo israeliano che atterrò nella capitale iraniana il 25 maggio 1986.cite-ref-kornbluh-peter-page-249-13-0[13]. L'incontro fallì e, beffardamente, alla preghiera del venerdì, Rafsanjani dichiarò che la torta la mangiarono le guardie aeroportuali prima di rimandare indietro gli ospiti.

In realtà McFarlane lamentò di aver incontrato soltanto "dirigenti ufficiali di terzo o quarto livello" e nessun ministrocite-ref-kornbluh-peter-page-249-13-1[13]: gli iraniani richiesero il pregiudiziale ritiro di mwlqIsraele dalle mwlgalture del Golan, mentre McFarlane rifiutò di inviare pezzi di ricambio dei missili mwlwHawk fino a quando non fossero stati rilasciati gli ostaggi libanesicite-ref-kornbluh-peter-page-249-13-2[13]; dopo quattro giorni McFarlane tornò a casa senza alcun risultato e consigliò al presidente di non negoziare più con gli iranianicite-ref-kornbluh-peter-page-250-14-0[14], ma il consiglio non fu seguitocite-ref-kornbluh-peter-page-250-14-1[14]. Infatti, da maggio a novembre 1986 ci furono spedizioni ulteriori di armi e pezzi di ricambio. Il mwpaBrunei era l'intermediario finanziario della rimessacite-ref-15[15]. Sia le vendite di armi che il finanziamento dei Contras costituiva violazione dell'emendamento Bolandcite-ref-fisher-16-0[16], votato dal mwrqCongresso statunitense per evitare ingerenze nelle vicende interne degli Stati mwrglatinoamericani coinvolti in guerre civili.

Le inchieste e le condanne

Nel novembre del mwsq1986 un giornale libanese rivelò l'esistenza del mwsgtraffico di armicite-ref-17[17]. Le indagini effettuate mostrarono il collegamento della vendita clandestina con la parallela operazione segreta in mwtwNicaraguacite-ref-18[18]. Nel novembre del mwva1987 una mwvqcommissione d'inchiesta presieduta dall'allora senatore John Tower emise una dura condanna all'operato del presidente Reagan, non provando con certezza la conoscenza da parte suacite-ref-19[19] dei finanziamenti illegali ai Contras, ma dichiarando che aveva tollerato una situazione di aperta illegalità. Nel mwwg1992 il presidente mwwwGeorge Bush sr., vicepresidente nel momento dello scandalo e sospettato di essere coinvolto nello stesso, concesse la mwxagrazia a sei alti ufficiali indiziati o condannati per la questione Iran-Contrascite-ref-20[20].

Note

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Bibliografia

• Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti d'America, Milano 2005
• Marcello Flores, mwau8Il secolo mondo. Storia del Novecento, Voll. I-II, Milano, 2004

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Iran-Contra Affair, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclop-dia-iranica(EN) Irangate, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.